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	Commenti a: [2] Strada, ferrata	</title>
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	<description>Fotografia In Bianconero</description>
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		Di: Valentina		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2019 04:36:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chi non ha mai viaggiato almeno una volta nella vita su un treno? 
Credo sia inevitabile anche al nostro subconscio non far affiorare alla mente un viaggio su rotaie.
Ricordo ancora il primo... ed ero piccola 
Ricordo anche che mia madre parlava di Bologna e di quell’avvenimento tragico che aveva scosso tutti, ancor più che fosse avvenuto in una stazione affollata.
Ricordo gli scossoni e le frenate del treno, lo stridulo attrito del ferro per poi riprendere nuovamente ritmo avanzando velocità.
Era affascinante quel viaggiare in coda, diverso dai viaggi con papà in auto.
Lo stupore misto presentimento, talvolta associato alla paura di non riuscire a fermarsi, sono stati per anni un ricordo importante ma crescendo imparai ad interessarmi al mondo visto a quell’andatura e velocità.
Quel fissare l’esterno del finestrino e rincorrere le immagini correggendone ogni volta la focale. Ma lo osservavi maggiormente negli occhi degli altri che quel guardare richiedeva  un lavoro per gli occhi. Quei movimenti oscillatori, ritmici e involontari dei bulbi oculari a cercar di tenere il passo con quel flusso di immagini. 
Ed i viaggi osservati attraverso il riflesso del finestrino opposto, la contaminazione con le luci e le ombre sfuggenti che andavano e venivano... quanti ricordi.
Posso dire che una gran parte della mia vita l’ho vissuta in treno. I viaggi da pendolare, da studente, le rincorse ai binari, le corse contro il tempo, gli infiniti treni locali con i loro arrestarsi di frequente, la testa a penzoloni che non riuscivi a correggere che ricadeva.
In quei viaggi in treno ho conosciuto perfino l’amore.
Un viaggio galeotto, uno scambio di sguardi, l’imbarazzo del dover condividere lo spazio ed il tempo.
Ma quante amicizie fatte nei momenti di attesa, in cui scrutavi lo scartamento tra i lembi avvicinarsi all’orizzonte fino a fondersi in un tutt’uno... e potevi sentire in lontananza l’arrivo del convoglio farsi sempre più intenso.
Il viaggio, quante possibilità create, quanto tempo consumato, quanti paesaggi scoperti, quante emozioni, quanti pensieri andati... 
trascorriamo gran parte della nostra vita a viaggiare e dovremmo prenderci cura di quel vivere in movimento.
Viaggiare è un modo di conoscere sé stessi rapportati al mondo, una simbiosi autentica quanto quello che siamo. 
Quindi si, ho fotografato con gli occhi un&#039;infinità di volte quelle tratte e negli anni a seguire li ho talvolta immortalati con la fotocamera ma è la mente l’archivio che conserva e che riproduce fotogrammi di cui non posso più slegarmi.

È stato un bel viaggio questo, nei ricordi più e meno autentico di un trascorso davvero importante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi non ha mai viaggiato almeno una volta nella vita su un treno?<br />
Credo sia inevitabile anche al nostro subconscio non far affiorare alla mente un viaggio su rotaie.<br />
Ricordo ancora il primo&#8230; ed ero piccola<br />
Ricordo anche che mia madre parlava di Bologna e di quell’avvenimento tragico che aveva scosso tutti, ancor più che fosse avvenuto in una stazione affollata.<br />
Ricordo gli scossoni e le frenate del treno, lo stridulo attrito del ferro per poi riprendere nuovamente ritmo avanzando velocità.<br />
Era affascinante quel viaggiare in coda, diverso dai viaggi con papà in auto.<br />
Lo stupore misto presentimento, talvolta associato alla paura di non riuscire a fermarsi, sono stati per anni un ricordo importante ma crescendo imparai ad interessarmi al mondo visto a quell’andatura e velocità.<br />
Quel fissare l’esterno del finestrino e rincorrere le immagini correggendone ogni volta la focale. Ma lo osservavi maggiormente negli occhi degli altri che quel guardare richiedeva  un lavoro per gli occhi. Quei movimenti oscillatori, ritmici e involontari dei bulbi oculari a cercar di tenere il passo con quel flusso di immagini.<br />
Ed i viaggi osservati attraverso il riflesso del finestrino opposto, la contaminazione con le luci e le ombre sfuggenti che andavano e venivano&#8230; quanti ricordi.<br />
Posso dire che una gran parte della mia vita l’ho vissuta in treno. I viaggi da pendolare, da studente, le rincorse ai binari, le corse contro il tempo, gli infiniti treni locali con i loro arrestarsi di frequente, la testa a penzoloni che non riuscivi a correggere che ricadeva.<br />
In quei viaggi in treno ho conosciuto perfino l’amore.<br />
Un viaggio galeotto, uno scambio di sguardi, l’imbarazzo del dover condividere lo spazio ed il tempo.<br />
Ma quante amicizie fatte nei momenti di attesa, in cui scrutavi lo scartamento tra i lembi avvicinarsi all’orizzonte fino a fondersi in un tutt’uno&#8230; e potevi sentire in lontananza l’arrivo del convoglio farsi sempre più intenso.<br />
Il viaggio, quante possibilità create, quanto tempo consumato, quanti paesaggi scoperti, quante emozioni, quanti pensieri andati&#8230;<br />
trascorriamo gran parte della nostra vita a viaggiare e dovremmo prenderci cura di quel vivere in movimento.<br />
Viaggiare è un modo di conoscere sé stessi rapportati al mondo, una simbiosi autentica quanto quello che siamo.<br />
Quindi si, ho fotografato con gli occhi un&#8217;infinità di volte quelle tratte e negli anni a seguire li ho talvolta immortalati con la fotocamera ma è la mente l’archivio che conserva e che riproduce fotogrammi di cui non posso più slegarmi.</p>
<p>È stato un bel viaggio questo, nei ricordi più e meno autentico di un trascorso davvero importante.</p>
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